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Gene Gnocchi

Gene Gnocchi

Le origini

Nato in una famiglia borghese (il padre è stato un sindacalista, segretario della Camera del Lavoro di Parma), da giovane è attaccatissimo alla sua terra ed alla sua cittadina, rispetto alla quale coltiva un forte senso di appartenenza ed identità (anche con accese rivalità con le “sorelle nobili” Parma e Salsomaggiore Terme) condito dalla inimitabile “erre fidentina”, marchio-doc del vero borghigiano. Dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Parma, si divide con eguale insuccesso tra la carriera di avvocato (“Avevo solo tre clienti e quando uno dei tre è morto ho capito che forse quella lì non era la mia carriera…”, chioserà molti anni più tardi) e quella di aspirante-rocker nel gruppo I Desmodromici (dove la sua totale inabilità con gli strumenti musicali lo porta per forza di cose a cimentarsi come frontman e voce solista).

Le lunghe e surreali introduzioni ad ogni pezzo, in cui si cimenta nel tentativo di carpire la simpatia del pubblico così che sorvoli sul suo approssimativo talento canoro, portano il pubblico stesso a rivolgergli nel dialetto locale inviti più o meno diretti ad indirizzarsi preferibilmente sulla carriera dell’attore comico.

Anche suo fratello Charlie lavora nello spettacolo come conduttore radiofonico.

Le prime esperienze come cabarettista

Il giovane Ghiozzi raccoglie l’invito e, nei primi anni ottanta, in tenuta demenzial-casual (giacca argentata su pantaloncini corti e ingiustificato arco in mano) comincia a calcare l’allora ancora poco noto palco dello Zelig di Milano dove esordisce col tormentone del “maiale che salta nel cerchio di fuoco” (“È un numero che mi hanno impedito di fare perché hanno detto che poi il maiale sporca, nelle prime file c’è della gente vestita bene… Adesso vi vedo come siete vestiti, il numero lo potevo fare benissimo… A parte che ve lo immaginate venir su da Fidenza con un maiale in macchina che si innervosisce e vuol guidare lui?”).
Il successo televisivo

Dopo alcune apparizioni come “comico emergente” al Maurizio Costanzo Show, Gnocchi viene selezionato per lo show Emilio (1989), concepito e sponsorizzato dalla Gialappa’s band e condotto da Teo Teocoli, dove si propone come il più improbabile degli inviati speciali a bordo di una mongolfiera.

Nello stesso periodo, al Gioco dei 9 allora condotto da Raimondo Vianello rischierà la querela da Nilla Pizzi (“Nilla, mi sai spiegare il significato del proverbio Gallina vecchia fa buon brodo?”) e da Rita Dalla Chiesa (“È vero che ti sei innamorata di Frizzi quando gli hai visto aiutare una vecchietta ad attraversare la strada?”). Molti anni più tardi, del resto, manderà in confusione star internazionali ospiti di Quelli che il calcio chiedendo loro se avevano trovato traffico in tangenziale o se conoscevano gruppi musicali ignoti ai più.

Successivamente formerà un’affiatata coppia artistica con Teo Teocoli (tanto adrenalinico e incontenibile il comico milanese quanto compassato e flemmatico lui) prima nella sit-com ante-litteram I vicini di casa e poi nelle trasmissioni della Gialappa’s Mai dire gol, dove Gnocchi creerà l’inviato bergamasco, più precisamente di Costa Volpino, Ermes Rubagotti che farà esprimere in un dialetto parmense lombardizzato, col tormentone minimalista “E alùra?” che risuonerà a lungo anche nelle migliori famiglie.

Nel 1994 realizza L’Approfondimento per Rai 3, trasmissione nella quale, assieme alla sua stralunata famiglia, commenta e discute i fatti più importanti del giorno.
La maturità artistica

Durante la maturità artistica il comico fidentino è stato attore cinematografico per Lina Wertmuller nel film Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica, ma successivamente è tornato ai suoi recital teatrali in cui ogni tanto riprende a cantare ed esegue avventurose cover di brani come Purple rain (“Una canzone che ho scritto io. Solo che Prince me l’ha sentita fischiettare in autobus mentre andavo a depositarla in SIAE… Sì, l’autobus che fa di tragitto casa mia-SIAE… E subito con l’occhietto furbo è sceso dall’autobus e l’ha depositata lui… E dopo una settimana lui era primo in tutto il mondo e io 16.412° in Emilia-Romagna”); conduttore di varietà televisivi come Meteore e di Striscia la notizia condotto per due edizioni insieme a Tullio Solenghi, ma anche di strampalati programmi di seconda serata come Dillo a Wally (1997) e La grande notte (2006); animatore del programma Quelli che il calcio; autore di libri non tutti e non solo comici.
È anche protagonista di diversi spettacoli teatrali di successo. Nel 2003 ha interpretato La Constatazione Amichevole nei Tamponamenti tra Mietitrebbie per la regia di Gerard Livon, in cui interpreta un assicuratore della Pegasus alle prese con una serie di dibattiti dedicati al generale Amedeo Limone del “Centro di coordinamento informazioni sulla sicurezza stradale”.

Da settembre 2008 passa all’emittente televisiva Sky (pur mantenendo la conduzione di Artù su Rai 2) per condurre Gnok Calcio Show la domenica pomeriggio.

Da gennaio 2010 partecipa come comico monologhista ad alcune puntate programma televisivo Zelig su Canale 5.

Da settembre 2010 torna a lavorare in Rai con il L’almanacco del Gene Gnocco in onda su Rai 3.

Dalla stagione successiva è membro fisso del programma La Domenica Sportiva.

Da gennaio 2012 collabora con R101 nel programma in onda dalle ore 10:00 alle 13:00 dal lunedì al venerdì.

In estate è ospite fisso alla trasmissione Rai Notti Europee, condotta da Andrea Fusco e Simona Rolandi, in collegamento da Rimini.



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